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lunedì 22 agosto 2011

L'opinione:Mal Comune

Avevamo chiesto i tagli della politica. I tagli però, non i ragli. Anziché dimezzare il numero e i benefit dei parlamentari, il governo crede di tenerci buoni segando a casaccio i piccoli Comuni. Il tessuto connettivo di un Paese che è composto di mille villaggi. Il suo apparato cellulare. L’unica istituzione in cui l'italiano medio si riconosca. Un provvedimento di tale portata avrebbe dovuto essere il frutto di un restauro complessivo dell’architettura dello Stato. Invece da noi le riforme vengono fatte così: una alla volta, a rate, come capita. Penso ai poveri sindaci dei paesi del mio Piemonte, costretti a decrittare il proprio destino dalla lettura impervia di un decreto scritto di corsa e male. Per giunta a Ferragosto, con i prefetti in ferie che non possono neanche dare delucidazioni.

Si è capito che i Comuni sotto i mille abitanti dovranno consorziarsi con quelli adiacenti per raggiungere la fatidica quota cinquemila, ma poi si scopre che non è esattamente così, che ogni regola ha cento eccezioni e che al Sud la mafia si appresta a sfruttare queste fusioni a freddo per mettere direttamente le mani sugli apparati pubblici. Bene, anzi male. Volete sapere quale risparmio formidabile ci porterà la disarticolazione del sistema nervoso dei Comuni? Sei milioni di euro. Su una manovra di 50 miliardi. Poco più di quanto ci costa ogni anno il ristorante della Camera: 5 milioni e mezzo. Proporrei uno scambio secco: ci teniamo i piccoli Comuni e obblighiamo i deputati a iniziare uno sciopero della fame contro se stessi. (Massimo Gramellini,LaStampa.it)

domenica 19 giugno 2011

Politica:Uscire dall'incubo con gli occhi aperti

Lo so, è in ritardo, non é sulla notizia e nemmeno urlato. Forse a nessuno importerà e deluderà chi voleva, da me, sapere delle amministrative, dei referendum e del terremoto politico.

Ma rimango della convinzione che per capire bisogna chiudere gli occhi, come faceva il mitico Poirot, sedersi e pensare, lasciare che le piccole cellule grigie mettano in ordine, almeno in uno dei millanta possibili ordini, le schegge impazzite che volteggiano nei cieli di questo 2011. Forse i Maya avevano ragione, forse per davvero il 2012 sarà l'anno della fine del mondo. Almeno del mondo che conosciamo, governato da regole che non funzionano più, che sono incapaci di rispondere alle esigenze di chi il mondo popola e vuole continuare a popolare. Dovrei cominciare, a rigore, dai massimi sistemi. Troppo lungo e tedioso. Comincio dal minimo: la fine dell'incubo berlusconiano sbocciato, come tutti gli incubi, per indigestione.

Per decenni l'amorfa moltitudine dei singoli ha ingoiato pessimi comportamenti, mascherati da discorsi profumati e dai colori accattivanti, sapori speziati che nascondevano merce avariata e maleodorante. L'amorfo popolo, privo delle difese che organizzazioni severe e financo plumbee implose per l'evolvere della storia hanno garantito per qualche decennio, è stato esposto e trascinato nel gozzoviglio.

Ha ingurgitato liberamente robaccia, anche quella venduta al mercato nero da chi lasciò la lunga strada della dirittura morale e della rigorosità personale per imboccare quella della “cultura di governo”. Intendendo con quest'ultima sostanzialmente l'arte di fottere il prossimo dopo aver fottuto tutti quelli che venivano prima.

Poi però si è trattato di digerire, e la natura deve fare il suo corso. Qualcuno ha vomitato, altri hanno vissuto la dissenteria, altri ancora si sono ammalati di fegato.

Tutto questo poteva continuare tranquillamente se l'unico mezzo di nutrizione fosse stato il canale di distribuzione del mangime predigerito. Ma un piccolo mercato si è sviluppato, la grande piazza elettronica ha permesso che i piccoli contadini della cultura del vicolo potessero scambiarsi i loro alimenti. Il lievito madre conservato da qualcuno ha fatto lievitare la farina che qualcun altro aveva nella madia. Il vino buono ha fatto capolino e l'olio, la frutta, la carne e le uova hanno ricominciato a circolare. Dapprima piano, poi sempre di più fino a diventare valanga. E la valanga non risparmia nulla e nessuno, la valanga è fatta di nuovi entusiasmi, di voglia di esserci e anche di grande conoscenza. Essa rivolterà ogni cosa, cambierà il panorama, sovvertirà dal profondo il supermercato dei contenitori di plastica con dentro gli alimenti di plastica.

L'antica profezia sul costruttore di corda si è avverata. Non c'è scampo al grande flusso di redistribuzione della popolazione, alla necessità di vivere il lavoro come realizzazione di sé stessi oltre che come fonte di reddito, alla necessità di provare ad essere felici insieme invece che da soli.

Lo dicono le elezioni? Lo dicono i referendum? Lo dice la rete? Anche, forse, sicuramente. Ma lo dicono soprattutto l'ignoranza dei commentatori più accreditati, l'arroganza dei potenti che non contano nulla, l'affanno dei politici che non comprendono, l'inadeguatezza del sistema dell'istruzione che vuole aprire con chiavi arrugginite delle porte elettroniche a variabili biometriche, le parole di leader che parlano a sale vuote come le loro parole.

A me lo hanno detto, plasticamente, due eventi vissuti: un gruppo di giovani organizzato da un gruppo di giovani ha messo su una performance artistica bellissima, innovativa, colta e, ohibò, produttiva. A Lecce, città del Sud e come tale abbastanza sonnacchiosa nei confronti del nuovo, spesso afona anche verso l'ardito. Ho visto Federica, la ragazza che mi ha invitato, viva, con gli occhi pieni di determinazione. Belle cose, alcune splendide, una mi ha colpito immediatamente: la fila! Fame e sete di conoscenza, e fiducia nei giovani da parte di una fila di “noi” che di giovanile ne sbandieriamo ormai solo spirito. Straordinario.

L'altra è un po' più grande. 18 giugno, festa nazionale di Slow Food. Trecento piazze per il cibo buono, pulito e giusto. Sfuggita di mano a tutti. Un movimento di popolo che si raduna, si organizza le piazze sono trecento, mille, tremila. Ogni luogo diventa piazza di connessione, di convivio, di racconto di costruzione, di speranza. Organizzazioni perfette. Lavoro, economia che gira, felicità tramutata in PIL.

Che tristezza aspettare Pontida, discutere di Tremonti e di Brunetta, vedere persone di Governo e di Potere in fila da un cialtrone come Bisignani per avere un favore, per un piccolo privilegio, per una camarilla.

Che gioia vedere la piazza della FIOM colma, sentire Benigni e Travaglio, Santoro e Vauro e i giovani che stanno insieme agli operai.

Chi non vede il futuro è cieco.

All'entusiasmo, all'intelligenza si sta unendo l'organizzazione. E questo è il principio di una mutazione rivoluzionaria. Noi adulti abbiamo il dovere di farla sbocciare, in avanti. Dobbiamo proporre persone serie che aiutino il processo. Persone alle quali affidare le redini con la missione primaria di rendere distinguibile potere e governo, di assoggettare il primo al secondo. La nostra meravigliosa Costituzione spiega per bene come fare.

Di liberare l'Italia dai ricatti di imbroglioni da due lire, di liberare i ricattati dalle spade di Damocle, di scrivere, per una volta, la vera storia di questo paese, senza omissis e senza reticenze.

Ai giovani, d'età e d'animo, auguro di essere protagonisti. Dite un secco no a chi, per scacciare l'incubo, propone un bel sogno.

È tempo di aprire gli occhi, il mondo nuovo ha bisogno di verità. Buon lavoro ragazzi.(di Pino De Luca)


venerdì 11 dicembre 2009

L'abc della Finanziaria in 89 voci di Claudio Tucci


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La Camera si appresta a votare una finanziaria omnibus. In 2 articoli e 243 commi, c'è, infatti, davvero di tutto di più. Si passa dall'aumento delle risorse per il comparto sicurezza-difesa, alle modifiche ai Fondi per l'accesso al credito per le giovani coppie in cerca di casa e alle nuove norme sul commercio. Arrivano, anche, 4 milioni di euro per l'acquisto di defibrillatori e 10 milioni per aiutare i consorzi di confidi.
Disco verde, anche, alla proroga, fino al 2012, delle agevolazioni fiscali previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e in favore di acquirenti o intestatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o da cooperative edilizie. Entra, poi, a regime l'Iva ridotta al 10% sui lavori di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Deve, però, trattarsi di prestazioni di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro conservativo o di ristrutturazione edilizia.
Tanti, come al solito, gli interventi per imprese e lavoro: dall'estensione degli ammortizzatori in deroga, alle nuove norme sull'apprendistato, agli incentivi per i datori che non licenziano, alla detassazione dei contratti di produttività. Torna, poi, lo staff leasing e arriva, pure, una riduzione contributiva per chi assume disoccupati over 50, oltre a specifici interventi per re-inserire determinate categorie di lavoratori svantaggiati.
E mentre agricoltura e altri settori produttivi in crisi avranno sussidi ad hoc, per la scuola si conferma la politica di rigore prevista dalla manovra estiva 2008: -7,3 miliardi di euro, in 3 anni. Anche se poi, dalla ripartizione delle risorse dello scudo fiscale, arriveranno 103 milioni per assicurare la gratuità parziale dei libri di testo, 400 milioni per il garantire il funzionamento dell'università, 130 milioni per il sostegno alle scuole non statali, e 370 milioni per la stabilizzazione degli Lsu di Napoli, Palermo e occupati presso gli istituti scolastici.
Ecco, comunque, punto per punto, in 89 voci, in ordine alfabetico, tutte le novità contenute nella Finanziaria per il 2010(fonte Sole24ore)

venerdì 24 aprile 2009

"Le idee camminano sulle gambe degli uomini, ma gli uomini camminano solo se hanno idee da seguire."di Pino De Luca

È il ventiquattro di aprile del 2009, piove da giorni, la crisi economica, nonostante gli esercizi retorici di Tremonti e ciurma, continua a mordere il culo alla gran parte della gente, lo smantellamento della struttura democratica procede a spron battuto, il Cavaliere Berlusconi inanella una vittoria dopo l'altra facendo strame dei ricettatori del voto utile (geniale l'idea di fare il G8 a L'Aquila, è speculativa, micragnosa, disdicevole ma assolutamente geniale), Brunetta e Sacconi smantellano il Welfare e la tutela del lavoro, la Gelmini scassa quello che è rimasto della scuola, il baleno, privo dell'arco, offre rifugio agli scontenti del PD: gli amici di D'Alema che fotteranno Franceschini con il voto utile a Sinistra e Libertà, la gran parte degli italiani, adusi alla memoria breve, mette sugli scudi i residui del fascismo perché adusa al soccorso del vincitore.

Ce ne sarebbe per esser tristi e bestemmiare. E invece non bestemmio per abitudine ma sono davvero contento. Anzi oggi sono felice. Capita di rado d'esserlo e soprattutto è quasi impossibile dopo settimane di lavoro duro che inducono al rifugio nelle braccia di Morfeo.

Sono felice perché piano piano la primavera si fa strada, non si vede ma io lo sento, lentamente ognuno sta ritrovando la sua strada. Jacopo Venier, molti fra quelli che leggono le mie cose nemmeno lo conoscono, sta raccogliendo fili e cocci e incolla e tesse, è un lavoro duro e difficile al quale tanti danno quello che possono. Un lavoro lungo ma io vedo che quelli che lo fanno si divertono, sanno che i semi diffusi sono piccoli, molti cadranno sulle spine o saranno mangiati dai corvi, molti non troveranno acqua e seccheranno, altri ne troveranno molta e annegheranno. Lo sanno ma continuano a seminare perché alcuni di quei semi germoglieranno e daranno frutto e quel frutto sarà colto da chi verrà dopo, rinnovando la grande storia dell'umanità.Leggi Tutto

"Il seminatore, V.Van Gogh"


domenica 30 novembre 2008

Il cambiare il nome... non cambia la sostanza...

Nome roboante, aspetto esclusivo, ma non è altro quella che un tempo si chiamava “tessera di povertà”oggi gli esperti di marketing del governo Berlusconi l'hanno chiamata “Social Card”
Avranno diritto alla social card i più bisognosi tra i poveri e cioè anziani oltra i 65 anni con un reddito annuo pari a 6 mila euro o famiglie con figli fino a 3 anni...avranno a disposizione udite,udite: 40 euro al mese! Da domani,1° dicembre potranno farne richiesta.
Non mi meraviglierei se accadesse che i poveri veri non avranno neppure questi pochi euro,mentre avranno diritto e faranno richiesta i tanti evasori fiscali.......