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lunedì 22 agosto 2011

L'opinione:Mal Comune

Avevamo chiesto i tagli della politica. I tagli però, non i ragli. Anziché dimezzare il numero e i benefit dei parlamentari, il governo crede di tenerci buoni segando a casaccio i piccoli Comuni. Il tessuto connettivo di un Paese che è composto di mille villaggi. Il suo apparato cellulare. L’unica istituzione in cui l'italiano medio si riconosca. Un provvedimento di tale portata avrebbe dovuto essere il frutto di un restauro complessivo dell’architettura dello Stato. Invece da noi le riforme vengono fatte così: una alla volta, a rate, come capita. Penso ai poveri sindaci dei paesi del mio Piemonte, costretti a decrittare il proprio destino dalla lettura impervia di un decreto scritto di corsa e male. Per giunta a Ferragosto, con i prefetti in ferie che non possono neanche dare delucidazioni.

Si è capito che i Comuni sotto i mille abitanti dovranno consorziarsi con quelli adiacenti per raggiungere la fatidica quota cinquemila, ma poi si scopre che non è esattamente così, che ogni regola ha cento eccezioni e che al Sud la mafia si appresta a sfruttare queste fusioni a freddo per mettere direttamente le mani sugli apparati pubblici. Bene, anzi male. Volete sapere quale risparmio formidabile ci porterà la disarticolazione del sistema nervoso dei Comuni? Sei milioni di euro. Su una manovra di 50 miliardi. Poco più di quanto ci costa ogni anno il ristorante della Camera: 5 milioni e mezzo. Proporrei uno scambio secco: ci teniamo i piccoli Comuni e obblighiamo i deputati a iniziare uno sciopero della fame contro se stessi. (Massimo Gramellini,LaStampa.it)

domenica 31 ottobre 2010

Il bunga bunga che segna la fine di un regno di Eugenio Scalfari

Le recenti cronache dell'Italia berlusconiana che raccontano l'ennesimo scandalo ormai generalmente etichettato "bunga bunga" mi hanno lasciato al tempo stesso indifferente e stupefatto.
L'indifferenza deriva dal fatto che conosco da trent'anni Silvio Berlusconi e sono da tempo arrivato alla conclusione che il nostro presidente del Consiglio rappresenta per molti aspetti il prototipo dei vizi italiani, latenti nel carattere nazionale insieme alle virtù che certamente non mancano. Siamo laboriosi, pazienti, adattabili, ospitali.
Ma anche furbi, vittimisti, millantatori, anarcoidi, insofferenti di regole, commedianti. Egoismo e generosità si fronteggiano e così pure trasformismo e coerenza, disprezzo delle istituzioni e sentimenti di patriottismo.
Berlusconi possiede l'indubbia e perversa capacità di aver evocato gli istinti peggiori del paese. I vizi latenti sono emersi in superficie ed hanno inquinato l'intera società nazionale ricacciando nel fondo la nostra parte migliore.
È stato messo in moto un vero e proprio processo di diseducazione di massa che dura da trent'anni avvalendosi delle moderne tecnologie della comunicazione e deturpando la mentalità delle persone e il funzionamento delle istituzioni.
Lo scandalo "bunga bunga" non è che l'ennesima conferma di questa pedagogia al rovescio. Perciò non ha ai miei occhi nulla di sorprendente.
Da quando avviò la sua attività immobiliare con denari di misteriosa provenienza, a quando con l'appoggio di Craxi costruì il suo impero televisivo ignorando le ripetute sentenze della Corte costituzionale, a quando organizzò il partito-azienda sulle ceneri della Prima Repubblica logorata dalla corruzione diventata sistema di governo.
A sua volta, su quelle ceneri, il berlusconismo è diventato sistema o regime che dir si voglia: un potere che aveva promesso di modernizzare il paese, sburocratizzarlo, far funzionare liberamente il mercato, diminuire equamente il peso fiscale, sbaraccare le confraternite e rifondare lo Stato.
Il programma era ambizioso ma fu attuato in minima parte negli otto anni di governo della destra ai quali di fatto se ne debbono aggiungere i due dell'ultimo governo Prodi durante i quali il peso dell'opposizione sul paese fu preponderante.
Ma non solo il programma rimase di fatto lettera morta, accadde di peggio. Accadde che il programma fu contraddetto. Il sistema-regime è stato tutto fuorché una modernizzazione liberale, tutto fuorché una visione coerente del bene comune.
Per dieci anni l'istituzione "governo" ha perseguito il solo scopo di difendere la persona di Berlusconi dalle misure di giustizia per i molti reati commessi da lui e dalle sue aziende prima e durante il suo ingresso in politica. Nel frattempo l'istituzione "Parlamento" è stata asservita al potere esecutivo mentre il potere giudiziario è stato quotidianamente bombardato di insulti, pressioni e minacce che si sono anche abbattute sulla Corte costituzionale, sul Csm, sulle Autorità di garanzia e sul Capo dello Stato.
Il "Capo" e i suoi vassalli hanno tentato e tentano di costruire una costituzione materiale incardinata sul presupposto che il Capo deriva la sua autorità dal voto del popolo ed è pertanto sovra-ordinato rispetto ad ogni potere di controllo e di garanzia.
Questa situazione ha avuto il sostegno di quell'Italia che la diseducazione di massa aveva privato d'ogni discernimento critico e che vedeva nel Capo l'esempio da imitare e sostenere.
Il cortocircuito che questa situazione ha determinato nel carattere di una certa Italia ha fatto sì che Berlusconi esibisca i propri vizi, la propria ricchezza, la sistematica violazione delle regole istituzionali e perfino del buongusto e della buona educazione come altrettanti pregi.
Non passa giorno che non si vanti di quei comportamenti, di quella ricchezza, del numero delle sue ville, del suo amore per le donne giovani e belle, dei festini che organizza "per rilassarsi", degli insulti e delle minacce che lancia a chi non inalbera la sua bandiera. E non c'è giorno in cui quell'Italia da lui evocata e imposta non lo ricopra di applausi e non gli rinnovi la sua fiducia.Leggi tutto (da repubblica.it)

sabato 8 maggio 2010

Con quelle facce un po' così....

Il bollettino della repubblica di Cialtronia, della quale siamo sudditi attoniti, assegna un riconoscimento alle persone che nel corso della settimana hanno cercato di risollevare il morale del popolo con esibizioni strepitose di facce di tolla. Terzo premio (Faccina di Tolla) all’ex ministro Scajola. L’uomo dalla lingua irrefrenabile che diede del «rompicoglioni» al professor Biagi e persino a Galileo.

Quello che alla vigilia del G8 di Genova, per scongiurare le incursioni dei No Global da Francia e Svizzera, si impegnò a intensificare il «controllo delle fioriere». Stavolta si è limitato a comprare un appartamento di quasi 200 metri quadri con vista sul Colosseo al prezzo di un trilocale di periferia, mentre il grosso della cifra veniva aggiunto a sua insaputa da un benefattore anonimo, anzi Anemone.

Secondo premio (Faccetta di Tolla) all’architetto Zampolini, il sodale di Anemone che, per giustificare il transito di un milione e mezzo di euro sul suo conto, dichiara ai giudici di aver venduto a un misterioso compratore iraniano alcuni lingotti d’oro, ereditati dal padre contadino (il quale li avrà trovati zappando il Campo dei Miracoli). Primo premio (Faccissima di Tollissima) al consigliere milanese Milko Pennisi, arrestato mentre incassava una tangente da diecimila euro davanti al Comune. L’ho fatto, dice ora ai giudici, perché si avvicinava Natale e avevo bisogno di fare regali sempre più costosi ai miei familiari. Povera stella. Il dramma è che la sua, forse, non è neanche una bugia.(Massimo Gramellini,da la stampa.it)

sabato 16 maggio 2009

Notizie:Torino, migliaia in piazza: «Il governo è assente»

Sono 15.000 - secondo Fim, Fiom, Uilm e Fismic - i lavoratori del gruppo Fiat in corteo a Torino. È la prima volta, nella storia del gruppo Fiat, che si svolge una manifestazione nazionale il sabato mattina a Torino. Rilevante la partecipazione dei lavoratori delle aziende dell'indotto auto in crisi: delle 2.300 fabbriche in crisi mille sono in Piemonte, molte in gravi difficoltà. Molti lavoratori sfilano in tuta blu o con la maglietta che indossano in fabbrica.
«La manifestazione di oggi è un fatto importantissimo, la prima grossa manifestazione in Italia e in Europa, un segnale di mobilitazione che si estenderà in tutta Europa». Lo ha detto Giorgio Cremaschi della segreteria nazionale della Fiom, che partecipa al corteo di Torino. «La disponibilità di Marchionne non c'è - afferma Cremaschi – perché se dichiara che apre un tavolo dopo l'accordo con i tedeschi vuol dure che il tavolo non lo apre. Noi vogliamo discutere ora, non quando sarà deciso cosa chiudere e dove licenziare».
Dopo un corteo tranquillo che aveva visto sfilare accanto Cobas e sindacati confederali c'è stata qualche tensione poco prima dell'intervento del segretario Fiom Rinaldini. Un nutrito gruppo di lavoratori Fiat di Pomigliano ha contestato il il segretario dalla Fim, Beppe Farina che è stato apostrofato con frasi come 'Venduto', 'Vergogna' e 'Stai zitto'. I lavoratori hanno anche tentato di impedire a Rinaldini di parlare e lo hanno spintonato. I lavoratori rimproveravano ai sindacalisti di aver firmato l'accordo di trasferimento di 316 operai nello stabilimento di Nola. A Rinaldini è stato strappato il microfono ed è scivolato dal furgone-palco. Solo dopo l'intervento del servizio d'ordine è riuscito ad iniziare il suo intervento.
«È ridicolo che la Fiat discuta con il governo statunitense e con quello tedesco e con i sindacati di quei Paesi, ma non dica nulla in Italia». Lo ha affermato il segretario generale della Fim, Giuseppe Farina, durante il corteo di Torino. «Un ridimensionamento del settore - ha detto Farina - metterebbe a repentaglio tutti. Scendere sotto una determinata soglia di volumi produttivi significherebbe marginalizzare il comparto. Il rischio in Italia non è solo per i due stabilimenti, ma per tutto il settore, stiamo difendendo un pezzo importante di industria del nostro Paese».
«La responsabilità maggiore è del governo che finora ha dimostrato una totale assenza sia nei riguardi della Fiat sia di qualunque idea attiva di politica industriale». Lo ha affermato il segretario generale del sindacato autonomo Fismic, Roberto Di Maulo, che ha tenuto uno dei comizi conclusivi della manifestazione Fiat davanti al Lingotto. «Questo atteggiamento assente del governo - ha detto Di Maulo - sta provocando una drammatica crisi che investe soprattutto la componentistica, laddove risiede il cuore tecnologico e occupazionale del settore automotive in Italia che rappresenta il 12% del prodotto interno lordo. Lo dimostrano gli esuberi dichiarati alla Graziano che sono solo la punta dell'iceberg di una crisi drammatica. Siamo di fronte al collasso. Senza un intervento finanziario, come può essere un fondo a garanzia degli investimenti, paragonabile a quello messo in campo da tutti gli altri governi europei, ci troveremo alla fine della crisi un settore ridimensionato».da (www.unita.it)

venerdì 24 aprile 2009

"Le idee camminano sulle gambe degli uomini, ma gli uomini camminano solo se hanno idee da seguire."di Pino De Luca

È il ventiquattro di aprile del 2009, piove da giorni, la crisi economica, nonostante gli esercizi retorici di Tremonti e ciurma, continua a mordere il culo alla gran parte della gente, lo smantellamento della struttura democratica procede a spron battuto, il Cavaliere Berlusconi inanella una vittoria dopo l'altra facendo strame dei ricettatori del voto utile (geniale l'idea di fare il G8 a L'Aquila, è speculativa, micragnosa, disdicevole ma assolutamente geniale), Brunetta e Sacconi smantellano il Welfare e la tutela del lavoro, la Gelmini scassa quello che è rimasto della scuola, il baleno, privo dell'arco, offre rifugio agli scontenti del PD: gli amici di D'Alema che fotteranno Franceschini con il voto utile a Sinistra e Libertà, la gran parte degli italiani, adusi alla memoria breve, mette sugli scudi i residui del fascismo perché adusa al soccorso del vincitore.

Ce ne sarebbe per esser tristi e bestemmiare. E invece non bestemmio per abitudine ma sono davvero contento. Anzi oggi sono felice. Capita di rado d'esserlo e soprattutto è quasi impossibile dopo settimane di lavoro duro che inducono al rifugio nelle braccia di Morfeo.

Sono felice perché piano piano la primavera si fa strada, non si vede ma io lo sento, lentamente ognuno sta ritrovando la sua strada. Jacopo Venier, molti fra quelli che leggono le mie cose nemmeno lo conoscono, sta raccogliendo fili e cocci e incolla e tesse, è un lavoro duro e difficile al quale tanti danno quello che possono. Un lavoro lungo ma io vedo che quelli che lo fanno si divertono, sanno che i semi diffusi sono piccoli, molti cadranno sulle spine o saranno mangiati dai corvi, molti non troveranno acqua e seccheranno, altri ne troveranno molta e annegheranno. Lo sanno ma continuano a seminare perché alcuni di quei semi germoglieranno e daranno frutto e quel frutto sarà colto da chi verrà dopo, rinnovando la grande storia dell'umanità.Leggi Tutto

"Il seminatore, V.Van Gogh"


martedì 21 aprile 2009

Disabilità e Dirittti:Disegno di legge N. 1167 art.18

Art. 18.

(Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità)

1. All’articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente»;
b) al comma 5, le parole da: «Il genitore» fino a: «handicappato» sono sostituite dalle seguenti: «Il lavoratore di cui al comma 3» e le parole: «al proprio domicilio» sono sostituite dalle seguenti: «al domicilio della persona da assistere»;

c) è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«7-bis. Ferma restando la verifica dei presupposti per l’accertamento della responsabilità disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro, avvalendosi dei competenti organi della pubblica amministrazione, accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti».
2. All’articolo 42 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)
il comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. Successivamente al compimento del terzo anno di età del bambino con handicap in situazione di gravità, il diritto a fruire dei permessi di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell’ambito del mese»;
b)
il comma 3 è abrogato.
3. All’articolo 20, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53, le parole da: «nonché» fino a: «non convivente» sono soppresse.LEGGI TUTTO

martedì 24 marzo 2009

Una nota interessante sul "piano"...

Il piano casa:piano...
di Pino De Luca
Non sono mai stato iscritto né mi iscriverò alla schiera di quanti, avendo a cuore il proprio colore, soffrono di daltonismo acuto e non distinguono i colori altrui.
Quando si ha da ragionare sulle scelte che riguardano il futuro di tutti e di ciascuno non si può utilizzare la lente deformante del proprio campanile o, peggio, della propria dimora.
E sulla miopia acuta di chi è incapace di guardare oltre la propria dimora si fonda quello che, pomposamente, viene chiamato piano-casa e che è, semplicemente, un modo sbagliato per affrontare le difficoltà economiche del paese. Non è sbagliato perché arricchisce pochi a favore di molti, perché deturpa l'ambiente e sfregia le città. Anche per questo, ma ciò è marginale. È sbagliato perché è un puro atto di vandalismo che non ha ricadute positive nemmeno per chi lo compie. Ne parlo perché posso comprendere anche il peggiore dei criminali predatori, uccide e fa violenza per ottenere qualcosa, ma la pura distruzione di risorse, l'azione violenta e criminosa senza ritorno non riuscirò mai a comprenderla.
Passiamo alla dimostrazione, è racchiusa in poche righe e, perciò, necessariamente poco dettagliata. Il piano casa, fra le altre cose, prevede che ognuno posso aumentare, sua sponte, la superficie costruita del 20%. A parte il fatto che se qualcuno ha eseguito una costruzione con quel progetto e quei calcoli vuol dire che così andava fatto, ma è, economicamente, un grande imbroglio. Sostanzialmente si propone a chi ha i capitali di spenderli immobilizzandoli, facendo balenare l'idea che la sua casa possa aumentare di valore per il semplice fatto di averla resa più ampia senza “lacci e lacciuoli”. Sanno tutti che il prezzo di un immobile è determinato dalla sua dimensione in misura trascurabile, su di esso incidono tantissimi altri fattori, non ultimo, cari capitalisti senza se e senza ma, la relazione tra domanda e offerta. Il mercato immobiliare nello scorso anno ha segnato un forte deprezzamento e per il 2009 il trend continua (dati bankitalia), ovvero le case si sono deprezzate e quando le allargherete si allargherà anche il deprezzamento, o, peggio, la casa andrà fuori mercato. I dati citati mostrano quali sono le case di interesse commerciale per area, è molto interessante consultarli.LEGGI TUTTO

domenica 30 novembre 2008

Il cambiare il nome... non cambia la sostanza...

Nome roboante, aspetto esclusivo, ma non è altro quella che un tempo si chiamava “tessera di povertà”oggi gli esperti di marketing del governo Berlusconi l'hanno chiamata “Social Card”
Avranno diritto alla social card i più bisognosi tra i poveri e cioè anziani oltra i 65 anni con un reddito annuo pari a 6 mila euro o famiglie con figli fino a 3 anni...avranno a disposizione udite,udite: 40 euro al mese! Da domani,1° dicembre potranno farne richiesta.
Non mi meraviglierei se accadesse che i poveri veri non avranno neppure questi pochi euro,mentre avranno diritto e faranno richiesta i tanti evasori fiscali.......