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domenica 24 gennaio 2010

Il punto di vista: "Primarie in Puglia"

Si svolgono oggi,24 Gennaio 2010, le primarie in Puglia per la scelta del candidato del centro sinistra,come governatore della Regione.Riporto di seguito l'articolo di Pino De Luca in ordine alle primarie,apparso sul Quotidiano di Puglia il 23 gennaio 2010.
Primarie di Puglia
Domani la Puglia va alle primarie. Due concezioni della politica si confrontano. Francesco Boccia, Onorevole, sostenuto (?) dal PD e Nichi Vendola, Governatore uscente, le sigle a sostegno sono innumerevoli, spesso lillipuziane ma senza punto interrogativo.
Arduo il compito di Boccia: ripristinare la democrazia stratificata, partiti, sindacati, organismi intermedi. La democrazia dell'ampia partecipazione. Normale, lenta, del fluire costante e silente dei processi, di progetti e previsioni a medio e lungo termine, macroeconomia, geopolitica, anche bizantinismi e congiure di palazzo. Il compito è arduo perché Boccia è stato presentato come candidato vincente in grado di am
pliare la maggioranza e quindi, se vince le primarie, DEVE vincere anche le elezioni vere.
Arduo il compito di Vendola: è l'anti-Berlusconi, anzi l'alter-Berlusconi. Cinque anni di governo della Puglia alle spalle, ancora ricco di sogni. L'uomo della speranza della sinistra e della sua sconfitta più cocente. Il Cincinnato che può ridare fiato, forza e orgoglio a chi si è sentito offeso, umiliato e vilipeso, a volte più da alcuni dei sostenitori di Boccia che dall'azione della destra. Vendola può condurre alla riscossa o alla distruzione definitiva. Il suo compito è arduo perché per vincere le primarie deve dimostrare che può vincere anche le elezioni vere.
Paradossalmente chi sembra in vantaggio alle primarie pare in svantaggio alle elezioni reali.
Ma di paradossi ci nutriamo e nei paradossi ci avviluppiamo. Il popolo di Boccia e di Vendola sono, in gran parte, lo stesso popolo. Ci sono i tifosi, politicisti e istituzionalizzati quelli di Boccia, più alla mano e passionali i vendoliani, ma alla grossa la medesima pasta. Ceti sociali e individui di varia estrazione, spesso disincantati, con la paura che il “berlusconismo” di Berlusconi non passerà per almeno altri dieci anni, concedendo al “berlusconismo” che si portano dentro, di estrinsecarsi solo nella cordata di appartenenza, timidamente o senza pudore automagnificando se stessi.
Difficile quindi che Boccia si aggiudichi le primarie. La battaglia di Francesco è perduta in partenza, il PD non ha ancora una struttura capace di produrre passioni scevre da calcolo politico, Boccia è diventato faticosamente il candido del PD e ha avuto troppo poco tempo. Come in tutte le corti, ha nel suo partito il seme del tradimento, magari lo voteranno pure, ma ne vedo pochi a spendere un centilitro di sudore per sostenerlo. Però potrebbe contare sulla “personale” partecipazione alle primarie dei futuri alleati promessi (UDC e IDV) e quindi riaprire il gioco.
Credo che sarà difficile che Vendola possa ridiventare Governatore. Quando un uomo pieno di sogni si scontra con un uomo pieno di soldi, l'uomo dei sogni è destinato a soccombere. Vendola però è un eccellente suonatore di pungi, e se intona l'accordo giusto può accadere che i suoi sogni diventino quelli di una moltitudine, e quando un uomo pieno di soldi si scontra con un uomo pieno dei sogni di una moltitudine, è l'uomo pieno di soldi che sentirà il sapore acre della sconfitta.
Tutto è aperto quindi, con qualche tendenza indicativa. Una sola cosa è certa: guardando le mosse del PD pugliese sia dal punto di vista tattico che strategico, si può dire che non basta chiamarsi Massimo per essere il Migliore.

martedì 29 dicembre 2009

La colpa è loro e l'arbitro è cornuto...

Qualche sera fa la puntata di REPORT della grandissima Milena si è occupata di sanità. In un fuori onda il Presidente Vendola si lasciò sfuggire che la scelta di Tedesco come assessore al ramo era stata dettata dalla consapevolezza che a sinistra nessuno era in grado di gestire quell'assessorato.
Illuminante. Dopo anni e anni di discussione sulla cultura di governo della sinistra, il più sinistro dei governatori fa outing. A sinistra non c'è capacità di governare.
Sarebbe importare comprendere da quale mondo il medesimo Vendola abbia imparato a fare i Governatore visto che si autopropone con veemenza rivendicando un'ottima gestione del Governo.
Ma non son qui per polemizzare quanto piuttosto per provare ad interpretare lo stato confusionale dei partiti che si raccontano come appartenenti all'area del centrosinistra e delle conseguenze politiche di questo eccesso etilico che caratterizza coloro che si rappresentano come leader e dirigenti.
I fatti: la legge elettorale europea, la scissione di Rifondazione e la nascita di Sinistra e Libertà che fa flop ma cancella la sinistra anche dal Parlamento Europeo, un'inchiesta su magnaccia, puttane con contorno di stupefacenti per l'affare sanità della quale non abbiamo più notizia ma che provoca un veloce rimpasto della Giunta Regionale, Michele Emiliano si dichiara anticomunista e ridiventa, a furor di popolo, sindaco di Bari. Le primarie del PD con numerosi candidati, vince Blasi che diventa segretario e Presidente diventa Emiliano, concorrenza al vetriolo ma ambedue sostenitori di Vendola, a parole almeno. Bersani diventa segretario nazionale, Rutelli emigra perché il PD è troppo spostato a sinistra. Vendola anticipa tutti e si ricandida autonomamente. Il PD si spacca tra Vendola, sostenuto sostanzialmente dalla margherita, e Emiliano, candidato dai DS ma alla ricerca dell'unanimità. Secondo alcuni con Vendola si perde (non lo vuole l'UDC e nemmeno l'IDV) e con Emiliano si vince. Sarebbe da stabilire chi sono quelli che vincono e chi sono quelli che perdono, temo di poter comunque confermare che si tratta solo di capire chi che tira i calci avendo da tempo stabilito che il culo che li prende è sempre lo stesso.
Ma andiamo oltre. L'ultimo atto è che l'assemblea del PD che doveva decidere il candidato non si è svolta, qualcuno dice per un tumulto dei sostenitori di Vendola che hanno coartato i dirigenti (ma che dirigenti sono quelli che si fanno coartare?) e qualcun altro dice che i dirigenti erano divisi e hanno approfittato del tumulto per non farlo vedere. Leggi Tutto di Pino De Luca