venerdì 25 settembre 2009

Economia: "Pronto chi paga?"

Monrovia, Liberia (Finbarr O'Reilly, Reuters/Contrasto)
Monrovia, Liberia (Finbarr O'Reilly, Reuters/Contrasto)

“È nato come un gadget per ricchi yuppies, ma nel giro di pochi anni il telefonino potrebbe affermarsi come un potente strumento di sviluppo per i paesi più poveri del pianeta”, scrive l’Economist. Il cellulare, infatti, è la tecnologia ideale per le aree con gravi carenze infrastrutturali.

Strade in dissesto e servizi postali inefficienti non favoriscono certo la circolazione dei beni e delle informazioni, un elemento essenziale per il funzionamento dei mercati e delle aziende. A questi problemi si può rimediare con il telefonino, che oggi permette di trasferire denaro con la stessa velocità con cui viaggia un sms.

Nei paesi poveri il classico negozio sotto casa funziona spesso come una banca: le persone comprano lì le ricariche per il cellulare e il negoziante accredita l’importo sul loro “conto mobile”, che permette con un semplice sms di trasferire denaro ad altri utenti a loro volta titolari di un conto simile.

Questi strumenti sono in rapida diffusione nei paesi in via di sviluppo, dove ci sono tre quarti degli oltre quattro miliardi di telefonini presenti nel mondo. E dove molte persone non hanno accesso a conti bancari tradizionali.

L’uso del cellulare ha già un impatto diretto sulla crescita economica: secondo la Banca mondiale, in un paese in via di sviluppo la presenza di almeno dieci nuovi cellulari ogni cento persone garantisce in media una crescita del pil dello 0,8 per cento(fonte internazionale.it)

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