mercoledì 27 gennaio 2010
27 gennaio:"Giorno della Memoria"
domenica 24 gennaio 2010
Il punto di vista: "Primarie in Puglia"
Arduo il compito di Boccia: ripristinare la democrazia stratificata, partiti, sindacati, organismi intermedi. La democrazia dell'ampia partecipazione. Normale, lenta, del fluire costante e silente dei processi, di progetti e previsioni a medio e lungo termine, macroeconomia, geopolitica, anche bizantinismi e congiure di palazzo. Il compito è arduo perché Boccia è stato presentato come candidato vincente in grado di am
pliare la maggioranza e quindi, se vince le primarie, DEVE vincere anche le elezioni vere.Arduo il compito di Vendola: è l'anti-Berlusconi, anzi l'alter-Berlusconi. Cinque anni di governo della Puglia alle spalle, ancora ricco di sogni. L'uomo della speranza della sinistra e della sua sconfitta più cocente. Il Cincinnato che può ridare fiato, forza e orgoglio a chi si è sentito offeso, umiliato e vilipeso, a volte più da alcuni dei sostenitori di Boccia che dall'azione della destra. Vendola può condurre alla riscossa o alla distruzione definitiva. Il suo compito è arduo perché per vincere le primarie deve dimostrare che può vincere anche le elezioni vere.
Paradossalmente chi sembra in vantaggio alle primarie pare in svantaggio alle elezioni reali.
Ma di paradossi ci nutriamo e nei paradossi ci avviluppiamo. Il popolo di Boccia e di Vendola sono, in gran parte, lo stesso popolo. Ci sono i tifosi, politicisti e istituzionalizzati quelli di Boccia, più alla mano e passionali i vendoliani, ma alla grossa la medesima pasta. Ceti sociali e individui di varia estrazione, spesso disincantati, con la paura che il “berlusconismo” di Berlusconi non passerà per almeno altri dieci anni, concedendo al “berlusconismo” che si portano dentro, di estrinsecarsi solo nella cordata di appartenenza, timidamente o senza pudore automagnificando se stessi.
Difficile quindi che Boccia si aggiudichi le primarie. La battaglia di Francesco è perduta in partenza, il PD non ha ancora una struttura capace di produrre passioni scevre da calcolo politico, Boccia è diventato faticosamente il candido del PD e ha avuto troppo poco tempo. Come in tutte le corti, ha nel suo partito il seme del tradimento, magari lo voteranno pure, ma ne vedo pochi a spendere un centilitro di sudore per sostenerlo. Però potrebbe contare sulla “personale” partecipazione alle primarie dei futuri alleati promessi (UDC e IDV) e quindi riaprire il gioco.
Credo che sarà difficile che Vendola possa ridiventare Governatore. Quando un uomo pieno di sogni si scontra con un uomo pieno di soldi, l'uomo dei sogni è destinato a soccombere. Vendola però è un eccellente suonatore di pungi, e se intona l'accordo giusto può accadere che i suoi sogni diventino quelli di una moltitudine, e quando un uomo pieno di soldi si scontra con un uomo pieno dei sogni di una moltitudine, è l'uomo pieno di soldi che sentirà il sapore acre della sconfitta.
Tutto è aperto quindi, con qualche tendenza indicativa. Una sola cosa è certa: guardando le mosse del PD pugliese sia dal punto di vista tattico che strategico, si può dire che non basta chiamarsi Massimo per essere il Migliore.
giovedì 21 gennaio 2010
Disabilità e Diritti : Le nuove procedure per l'accertamento dell'invalidità e cecità civile,sordità prelinguale
Dal primo gennaio 2010 sono cambiati alcuni importanti passaggi dell’iter di domanda, accertamento e riconoscimento delle minorazioni civili (invalidità e cecità civile, sordità prelinguale), dell’handicap (Legge 104/1992) e della disabilità (Legge 68/1999).Ne avevamo già parlato su questo sito commentando la Legge 3 agosto 2009, n. 102 che, all’articolo 20, ridisegna alcuni percorsi e competenze in questa materia. Si spera che la “miniriforma” migliori la qualità dei servizi erogati al Cittadino soprattutto in quanto a tempi di attesa e a sovraccarichi amministrativi.
Le ricadute
Lo ricordiamo in sintesi: dal primo gennaio 2010 la domanda di accertamento di invalidità, handicap e disabilità si presenta all’INPS e non più alle Aziende USL. Le competenti Commissioni ASL sono integrate da un medico INPS.
Le due novità, che ad una superficiale lettura possono sembrare marginali, hanno dei risvolti operativi di notevole impatto. Non a caso, già all’indomani dell’approvazione della Legge 102/2009, l’INPS ha iniziato a progettare e ad organizzarsi per la nuova gestione. Tale “disegno” ha trovato formalizzazione nella Determinazione del Commissario Straordinario del 20 ottobre 2009, n. 189 che fissa le linee guida e le modalità operative dei procedimenti.
Queste indicazioni sono state perfezionate e diffuse attraverso la Circolare INPS
28 dicembre 2009, n. 131.
Le linee guida
La piena tras
parenza dei procedimenti è il primo obiettivo che viene perseguito, soprattutto attraverso strumenti e modalità informatici e telematici. La presentazione delle domande e l’archiviazione di tutti gli atti avverranno attraverso un sistema informatico gestito dall’INPS, garantendo così, quando il sistema sarà a regime, la tracciabilità di qualsiasi procedura in tempo reale.
L’altro obiettivo è quello dell’uniformità dei modelli di presentazione della domanda e dei relativi verbali di accertamento, messi a disposizione dall’INPS superando così l’attuale disomogeneità di questi atti a livello locale.
Un ultimo interessante obiettivo è quello di mantenere i tempi dei procedimenti che vanno dalla domanda alla concessione delle eventuali provvidenze economiche entro i 120 giorni. Tempi ben più ristretti rispetto a quelli precedentemente adottati.
L’informatizzazione
L’intera gestione del procedimento, come detto, è informatizzata attraverso un’applicazione specifica (“Invalidità Civile 2010” - InvCiv2010), disponibile sul sito dell’INPS (www.inps.it).
L’accesso all’applicazione è consentito solo agli utenti muniti di PIN (Personal Identification Number), cioè di un codice di identificazione univoco, rilasciato dallo stesso INPS.
Possono accedere al sistema, con diversi gradi e modalità di autorizzazione, i Cittadini, i medici certificatori, i patronati sindacali, le associazioni di categoria, le Commissioni Asl e il personale autorizzato dell’INPS.
Il Cittadino
stesso può, quindi, presentare la domanda di accertamento (anche se forse è preferibile appoggiarsi ad un patronato sindacale), ma soprattutto seguire l’iter della propria pratica dal momento dalla richiesta di visita all’erogazione delle eventuali provvidenze e inserire le ulteriori informazioni richieste ai fini della concessione delle stesse provvidenze.
Per far ciò, tuttavia, deve richiedere il PIN. Può farlo inoltrando la richiesta direttamente dal sito dell’Inps (www.inps.it), sezione dei Servizi on line (inserendo i dati richiesti saranno visualizzati i primo otto caratteri del PIN; la seconda parte del codice sarà successivamente recapitata per posta ordinaria) oppure, in alternativa, tramite il Contact Center INPS (803164).
Ma vediamo quali sono le diverse fasi e cosa bisogna fare.
La certificazione medica
Come nei procedimenti attuali, per prima cosa bisogna rivolgersi al medico curante (medico certificatore) per il rilascio del certificato introduttivo.
Basandosi sui modelli di certificazione predisposti dall’INPS, il medico deve attestare la natura delle infermità invalidanti, riportare i dati anagrafici, le patologie invalidanti da cui il soggetto è affetto con l’indicazione obbligatoria dei codici nosologici internazionali (ICD-9). Dovrà, se presenti, indicare le patologie elencate nel Decreto Ministeriale 2 agosto 2007 che indica le patologie stabilizzate o ingravescenti che danno titolo alla non rivedibilità. Infine dovrà indicare l’eventuale sussistenza di una patologia oncologica in atto.
Questo certificato – è questa la novità – va compilato su supporto informatico ed inviato telematicamente.
Anche i medici certificatori, per eseguire questa operazione, devono prima “accreditarsi” presso il sistema richiedendo un PIN che li identificherà in ogni successiva certificazione.
Una volta compilato il certificato, il sistema genera un codice univoco che il medico consegna all’interessato.
Il medico deve anche stampare e consegnare il certificato introduttivo firmato in originale, che il Cittadino deve poi esibire al momento della visita.
La ricevuta indica il numero di certificato che il Cittadino deve riportare nella domanda per l’abbinamento dei due documenti.
Il certificato ha validità 30 giorni: se non si presenta in tempo la domanda, il certificato scade e bisogna richiederlo nuovamente al medico.
Nel caso di sola domanda di accertamento per il collocamento mirato (Legge 68/99), non è richiesto il certificato medico, in quanto la domanda può essere presentata esclusivamente da cittadini ai quali la condizione di invalidità è già stata riconosciuta con una percentuale superiore al 45%, oppure sia stata riconosciuta la condizione di cieco civile o sordo. LEGGI TUTTO
martedì 19 gennaio 2010
Curiosità: Riciclaggio di agende

Conservare è meglio che buttare. E tutte le persone che non si sono disfatte delle vecchie agende quest’anno avranno una piacevole sorpresa . Il taccuino del 1999 può essere ancora usata anche nel 2010. Anch'esso comincia con venerdì 1 gennaio. Non essendo, quello in corso un anno bisestile, tutti gli altri giorni coincidono.
Dopo la bellezza di 11 anni, chi ha custodito gelosamente uno di questi oggetti cartacei lo può usare a partire da subito. La curiosa scoperta è stata fatta da Ecodalle città.it, notiziario dedicato all'ambiente urbano.
Ma non è finita. Nel 2010 si può usare anche l'agenda del 1993 o del 1982. Per il prossimo anno (2011) potremo scrivere gli appuntamenti su quella del 2005 o quella del 1994. Peggio andrà nel 2012 quando si potrà adoperare solo l'agenda di 28 anni prima (1984).
Un’ultima curiosità. Tutti coloro che nel 2009 hanno ricevuto in regalo almeno due agendine possono custodirne una per soli 6 anni, tornerà utile, infatti, nel 2015.
sabato 16 gennaio 2010
Scuola: Alunni stranieri in quota...
Il ministero dell'Istruzione ha stabilito che il numero di alunni stranieri per classe non dovrà superare il tetto del 30 per cento. Vanno comunque esclusi dal computo i ragazzi che non hanno cittadinanza italiana, ma sono nati in Italia. Un provvedimento anche condivisibile, ma che segue la solita logica dell'annuncio perché la sua applicazione sembra piuttosto complicata. Non sarebbe meglio allora accrescere il numero di insegnanti nelle scuole in difficoltà invece di spendere risorse per trasportare avanti e indietro gli studenti?
Con una circolare inviata l’8 gennaio ai presidi, il ministero dell’Istruzione ha stabilito che il numero di alunni “stranieri” per classe non dovrà superare il tetto del 30 per cento. Il ministro Gelmini ha poi precisato che dal computo vanno esclusi gli alunni nati in Italia, ma privi di cittadinanza italiana, circa il 35 per cento degli “stranieri”. Il fine apparente è quello di evitare che le difficoltà (linguistiche, di apprendimento?) degli stranieri si ripercuotano negativamente sull’apprendimento degli italiani, da un lato, e contemporaneamente facilitare l’integrazione dei ragazzi non italiani.
ANNUNCIO DIFFICILE DA RISPETTARE
Rispetto a una precedente proposta della Lega, le classi separate per gli “stranieri”, questa iniziativa sembra largamente preferibile. Rimane l’impressione che, come per il “processo breve”, ci si limiti a enunciare un obiettivo (fiat scuola!), senza specificare come, e con quali mezzi, attuarlo. In particolare: con quali criteri saranno scelti gli studenti da trasferire? Come verranno finanziati i costi di trasporto? Come si risolveranno i problemi di eccessi o carenze di insegnanti che seguiranno?
I dati del ministero (http://www.pubblica.istruzione.it/mpi/pubblicazioni/index.shtml) mostrano che gli alunni “stranieri”, in crescita costante nell’ultimo decennio, rappresentano circa il 6,4 per cento della popolazione studentesca, si concentrano soprattutto nelle scuole primarie, nel Nord-Est, e raggiungono un picco in Emilia Romagna, con l’11,8 per cento. Esiste poi una forte eterogeneità della presenza di alunni stranieri tra le province italiane, con punte massime nella provincia di Mantova e nei comuni di Prato e Milano (vedi tabella 1).
È utile fare un esempio dei problemi di applicazione che si potrebbero verificare laddove convivono scuole con bassa e alta presenza di stranieri. Consideriamo un comune dove sono presenti due scuole, A e Z (o due comuni limitrofi, ciascuno con una scuola): nella prima, A, le classi, composte da venti alunni, hanno una bassa percentuale di stranieri (in viola nella figura 1): uno su venti, il 5 per cento. Nella seconda, Z, invece gli stranieri sono in maggioranza: tredici su venti, il 65 per cento.
TUTTI SI MUOVONO
Se è vero, come sembra trasparire dalla filosofia che ispira il provvedimento del ministro, che l’apprendimento degli alunni migliora, a parità di rapporto insegnanti/alunni, tanto più omogenee sono le classi, la soluzione ottimale consisterebbe nel ripartire gli stranieri (quattordici in tutto) e gli italiani (ventisei) equamente, come nella figura 2, creando in entrambe le scuole delle classi con tredici italiani e sette stranieri, che rappresenterebbero il 35 per cento, vicino al tetto Gelmini.
È questo l’obiettivo del provvedimento? Si noti che questa soluzione richiederebbe di trasferire sei stranieri (per classe) dalla scuola Z alla scuola A e sei italiani dalla scuola A alla scuola Z.
Ecco dunque alcuni problemi che si porrebbero: 1) costi di trasporto. Ogni mattina una ampia frazione di studenti (il 30 per cento nell’esempio) andrebbe trasferita, avanti e indietro: quanto costa e chi paga? 2) Parità di diritti. Come verrebbero scelti gli italiani e gli stranieri da “riallocare”, senza violarne la parità di diritti? 3) Abbandono scuola pubblica. Accetteranno (i genitori de)gli italiani che frequentavano A di essere trasferiti nella scuola Z? Quanti, non opteranno piuttosto per una scuola privata?
SI TRASFERISCONO SOLO GLI STRANIERI
Una soluzione alternativa, forse implicita nella filosofia del provvedimento, è che la “riallocazione” debba riguardare solo gli stranieri, ammesso che questa scelta non violi la parità di diritti. Nel nostro esempio, al fine di ottenere una composizione pressoché uniforme tra le scuole, bisognerebbe riallocare nove stranieri dalla scuola Z alla scuola A (vedi figura 3). In questo caso, si risparmierebbe sui costi di trasporto degli alunni. Ma si porrebbe, accanto ai precedenti, un nuovo problema: il trasferimento degli insegnanti. Infatti, nella scuola Z rimarrebbero solo undici alunni per classe, mentre in A gli alunni sarebbero ventinove. Dunque, si renderebbe necessario trasferire anche gli insegnanti per non penalizzare l’apprendimento nella scuola A e favorire Z. Come poi applicare il tetto del ministro nei comuni, come Prato o Mantova, con fortissima concentrazione di alunni stranieri?
Per concludere, se risulta condivisibile l’obiettivo del provvedimento, la sua applicazione sembra piuttosto complicata. È lecito allora porsi una domanda: invece di spendere risorse per trasportare studenti su e giù, non sarebbe preferibile usarle per accrescere il numero di insegnanti nelle scuole in difficoltà?di Paolo Manasse(fonte la voce.info)
Fonte: Ministero Pubblica istruzione Alunni con cittadinanza non italiana scuole statali e non statali, anno scolastico 2007/2008.
Figura 1: Classe A e Classe Z
Figura 2: Classi identiche in A e Z
Figura 3: Riallocazione dei soli stranieri
sabato 9 gennaio 2010
Sono dalla parte della comunità africana...
La rivolta di Rosarno? Era una bomba a orologeria. Il nostro reportage del 2009Rosarno: tutti i lanci d'agenzia sulla rivolta nella piana di Gioia Tauro
Sto dalla parte della comunità africana,perchè ha avuto il coraggio dopo tanti soprusi di alzare la cortina di omertà,di denunciare i soprusi e il razzismo subiti dalle mafie,dovremmo imparare ad avere la stessa dignità e lo stesso coraggio.
giovedì 31 dicembre 2009
Auguri : Felice 2010...
Venditore Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere Almanacchi per l’anno nuovo?
Venditore Si signore.
Passeggere Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere Come quest’anno passato?
Venditore Più più assai.
Passeggere Come quello di là?
Venditore Più più, illustrissimo.
Passeggere Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore Saranno vent’anni, illustrissimo.
Passeggere A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?
Venditore Io? non saprei.
Passeggere Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore No in verità, illustrissimo.
Passeggere E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore Cotesto si sa.
Passeggere Non tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore Cotesto non vorrei.
Passeggere Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch’ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l’appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore Lo credo cotesto.
Passeggere Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz’altri patti.
Passeggere Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?
Venditore Appunto.
Passeggere Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore Speriamo.
Passeggere Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete.
Venditore Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere Ecco trenta soldi.
Venditore Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.


martedì 29 dicembre 2009
La colpa è loro e l'arbitro è cornuto...
Qualche sera fa la puntata di REPORT della grandissima Milena si è occupata di sanità. In un fuori onda il Presidente Vendola si lasciò sfuggire che la scelta di Tedesco come assessore al ramo era stata dettata dalla consapevolezza che a sinistra nessuno era in grado di gestire quell'assessorato.Illuminante. Dopo anni e anni di discussione sulla cultura di governo della sinistra, il più sinistro dei governatori fa outing. A sinistra non c'è capacità di governare.
Sarebbe importare comprendere da quale mondo il medesimo Vendola abbia imparato a fare i Governatore visto che si autopropone con veemenza rivendicando un'ottima gestione del Governo.
Ma non son qui per polemizzare quanto piuttosto per provare ad interpretare lo stato confusionale dei partiti che si raccontano come appartenenti all'area del centrosinistra e delle conseguenze politiche di questo eccesso etilico che caratterizza coloro che si rappresentano come leader e dirigenti.
I fatti: la legge elettorale europea, la scissione di Rifondazione e la nascita di Sinistra e Libertà che fa flop ma cancella la sinistra anche dal Parlamento Europeo, un'inchiesta su magnaccia, puttane con contorno di stupefacenti per l'affare sanità della quale non abbiamo più notizia ma che provoca un veloce rimpasto della Giunta Regionale, Michele Emiliano si dichiara anticomunista e ridiventa, a furor di popolo, sindaco di Bari. Le primarie del PD con numerosi candidati, vince Blasi che diventa segretario e Presidente diventa Emiliano, concorrenza al vetriolo ma ambedue sostenitori di Vendola, a parole almeno. Bersani diventa segretario nazionale, Rutelli emigra perché il PD è troppo spostato a sinistra. Vendola anticipa tutti e si ricandida autonomamente. Il PD si spacca tra Vendola, sostenuto sostanzialmente dalla margherita, e Emiliano, candidato dai DS ma alla ricerca dell'unanimità. Secondo alcuni con Vendola si perde (non lo vuole l'UDC e nemmeno l'IDV) e con Emiliano si vince. Sarebbe da stabilire chi sono quelli che vincono e chi sono quelli che perdono, temo di poter comunque confermare che si tratta solo di capire chi che tira i calci avendo da tempo stabilito che il culo che li prende è sempre lo stesso.
Ma andiamo oltre. L'ultimo atto è che l'assemblea del PD che doveva decidere il candidato non si è svolta, qualcuno dice per un tumulto dei sostenitori di Vendola che hanno coartato i dirigenti (ma che dirigenti sono quelli che si fanno coartare?) e qualcun altro dice che i dirigenti erano divisi e hanno approfittato del tumulto per non farlo vedere. Leggi Tutto di Pino De Luca
lunedì 21 dicembre 2009
venerdì 11 dicembre 2009
L'abc della Finanziaria in 89 voci di Claudio Tucci
Clicca sulle lettere per leggere le novità
La Camera si appresta a votare una finanziaria omnibus. In 2 articoli e 243 commi, c'è, infatti, davvero di tutto di più. Si passa dall'aumento delle risorse per il comparto sicurezza-difesa, alle modifiche ai Fondi per l'accesso al credito per le giovani coppie in cerca di casa e alle nuove norme sul commercio. Arrivano, anche, 4 milioni di euro per l'acquisto di defibrillatori e 10 milioni per aiutare i consorzi di confidi.
Disco verde, anche, alla proroga, fino al 2012, delle agevolazioni fiscali previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e in favore di acquirenti o intestatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o da cooperative edilizie. Entra, poi, a regime l'Iva ridotta al 10% sui lavori di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Deve, però, trattarsi di prestazioni di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro conservativo o di ristrutturazione edilizia.
Tanti, come al solito, gli interventi per imprese e lavoro: dall'estensione degli ammortizzatori in deroga, alle nuove norme sull'apprendistato, agli incentivi per i datori che non licenziano, alla detassazione dei contratti di produttività. Torna, poi, lo staff leasing e arriva, pure, una riduzione contributiva per chi assume disoccupati over 50, oltre a specifici interventi per re-inserire determinate categorie di lavoratori svantaggiati.
E mentre agricoltura e altri settori produttivi in crisi avranno sussidi ad hoc, per la scuola si conferma la politica di rigore prevista dalla manovra estiva 2008: -7,3 miliardi di euro, in 3 anni. Anche se poi, dalla ripartizione delle risorse dello scudo fiscale, arriveranno 103 milioni per assicurare la gratuità parziale dei libri di testo, 400 milioni per il garantire il funzionamento dell'università, 130 milioni per il sostegno alle scuole non statali, e 370 milioni per la stabilizzazione degli Lsu di Napoli, Palermo e occupati presso gli istituti scolastici.
Ecco, comunque, punto per punto, in 89 voci, in ordine alfabetico, tutte le novità contenute nella Finanziaria per il 2010(fonte Sole24ore)
domenica 6 dicembre 2009
No B. Day, l’intervento di José Saramago
Se Cicerone ancora vivesse con voi, non direbbe: “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?” e aggiungerebbe “Fino a quando, Berlusconi, attenterai contro la nostra democrazia?”. Si tratta di questo. Con la sua idea particolare sulla ragione d'essere ed il significato della istituzione democratica, Berlusconi ha trasformato in pochi anni l'Italia nell'ombra grottesca di un Paese ed una grand parte di italiani in una moltitudine di burattini che lo seguono senza rendersi conto di camminare verso l'abisso della dimissione civica definitiva, verso il discredito internazionale, fino al ridicolo assoluto.Con la sua storia, la sua cultura, con la sua innegabile grandezza, l'Italia non merita il destino che Berlusconi ha tracciato con cinica freddezza e senza la minima traccia di decenza politica, senza il più elementare senso di vergogna di se stesso. Mi piace pensare che la gigantesca manifestazione di oggi contro la “cosa” Berlusconi, dove verranno lette queste parole, si trasformerà nel primo passo verso la libertà e la rigenerazione dell'Italia. Per fare questo non sono necessarie armi, bastano i voti. In voi ripongo la mia fiducia. di José Saramago(daMicromega.it)
venerdì 4 dicembre 2009
Mondo: Storie di moderna schiavitù
Una vera storia di schiavitù quella che ha avuto come protagonisti un centinaio di messicani, costretti da mesi in stato di prigionia. Sono stati liberati il 3 dicembre dalla polizia a Città del Messico.Decine di uomini e bambini, soprattutto indigeni provenienti dal sudest e dal centro del paese, scrive El Universal, venivano quotidianamente schiavizzati e subivano maltrattamenti di ogni tipo. Trattenuti con la forza, spesso legati con catene, erano ridotti in condizione di schiavi e obbligati a lavorare illegalmente 16 ore al giorno. Tutto questo avveniva in una fabbrica, che sotto l’apparenza di un centro di riabilitazione per alcolisti e tossicodipendenti, produceva buste di plastica e stampelle.La polizia ha arrestato 23 membri dell’organizzazione criminale, che si riuniva in uno stabile nella zona est del Distretto federale. La struttura era organizzata su tre piani: al primo alcuni uffici, al secondo i dormitori nascosti da grate e nel terzo l’officina. Le vittime vivevano in condizioni estreme, tanto che sono state ritrovate in grave stato di denutrizione e con varie ferite causate dalla detenzione. La polizia, che aveva aperto le indagini dallo scorso settembre in seguito alla denuncia di un superstite messo in salvo dalla propria famiglia, ha parlato anche di abusi sessuali. Gli incriminati dovranno quindi rispondere di maltrattamenti e violenze, oltre che per traffico e sequestro di esseri umani.(da Internazionale.it)
domenica 29 novembre 2009
Il colore viola...
Tra una settimana la città di Roma si riempirà di persone, molti di loro saranno giovani, ventenni o poco più, cresciuti senza il muro di Berlino, con una infanzia opulenta di merendine dolci e un'adolescenza prodiga di illusioni. Affacciatisi all'età della ragione assaporano immediatamente il sapore acre del precariato e l'amarezza dei riflettori altrove orientati.
Due decenni fatti di pseudolibertà, di pensiero unico, di mondi di cartapesta nei quali il merito e il futuro si conquistano mostrando le chiappe o tirando calci ad una palla.
Milioni a bizzeffe per i giovani dell'occidente, tutti belli colorati e sorridenti, pronti a corteggiare e a farsi corteggiare in salotti televisivi o in case piene di telecamere.
Il trionfo dell'apparenza e dell'ostentazione, la rivincita del mediocre che viene vestito a festa, l'apoteosi della semplificazione.
La subcultura dominante viene alla luce, non si vergogna più della sua pochezza e assurge a coscienza collettiva. Personaggi da circo Barnum (con tutto il rispetto per il circo) affollano la piazza elettronica che decide dell'esistenza o meno degli esseri umani.
Vent'anni in cui tutti scrivono libri, financo Emilio Fede. Case editrici in cerca di contributi commissionano testi a puttane, mafiosi, lacchè, ricattatori e grassatori d'ogni risma, ognuno ha una memoria da pubblicare, e più è pruriginosa e meglio é, non importa se sia vera o falsa, la patente di veridicità la fornisce il monitor parlante, conduttori bavosi ansiosi di servire i potenti.
Anni terribili, anni di innumerevoli annunciazioni dell'apocalisse, dal 1991 anno palindromo nel quale tutti i pianeti erano nella costellazione dei Pesci al prossimo 2012, segno della fine secondo il calendario Maya.
Così sono cresciuti questi ventenni. Senza i miti della rivoluzione, senza i luoghi della formazione. In una scuola disperata e disperante, per vent'anni fatta oggetto di staffilate e continui elettroshock, destinataria di responsabilità crescenti e risorse inversamente proporzionali, nel mirino di una classe politica che, giustamente, la odia. Per nemesi. Scegli un politico a caso e fallo parlare della scuola. La prima parola che gli verrà in mente è: lassismo. E ha ragione. Vi parla di lui e dei suoi colleghi, in una scuola appena seria nessuno chi avrebbe dato un diploma Gasparri? E anche nella vituperata e sgarrupata scuola italiana, il figlio del Ministro Bossi ha dovuto penare per anni prima di riuscire a diplomarsi coniugando il proprio nome e cognome. E adesso che è tra quelli che comandano a dodici mila euro al mese non credete che abbia diritto a vendicarsi su quei maledetti professori che pretendevano che sapesse leggere?( di Pino De Luca)Leggi tutto
lunedì 23 novembre 2009
giovedì 12 novembre 2009
Antropologia:Il Sahara chiave delle prime migrazioni umane
Una serie di grandi cambiamenti climatici nelle regioni del Sahara e del Sahel hanno facilitato e indirizzato le prime migrazioni dell'uomo al di fu
ori del continente africano. E' questo il risultato di una ricerca condotta da studiosi del NIOZ Royal Netherlands Institute for Sea Research e dell'Università di Brema, diretta da Isla S. Castañeda e Stefan Schouten, che la illustrano in un articolo pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Sciences" (PNAS).
Fra le scoperte, il fatto che Sahara e Sahel 9000, 50.000 e 120.000 anni fa godevano di un tasso di umidità sufficiente non soltanto per la presenza di un ecosistema a praterie, ma anche di un'ampia diffusione di veri e propri alberi.
I ricercatori hanno studiato i sedimenti marini, corrispondenti agli ultimi 200.000 anni, che si sono depositati sui fondali al largo della Guinea, in Africa occidentale: i forti venti che provengono dal Sahara e dal Sahel trasportano infatti ingenti quantitativi di polveri, ceneri, pollini, foglie ed altro materiale, che possono essere trasportati fino al di là dell'Atlantico, ma che in parte si abbattono sulla superficie marina per poi depositarsi sul fondo.
Dall'analisi di questi dati i ricercatori sono riusciti a stabilire l'importanza relativa di piante erbacee e arboree in tutto il lasso di tempo considerato.
Nel corso di tre distinti periodi - 120.000-110.000, 50.000- 45.000 e 10.000-8000 anni fa - nel Sahara e nel Sahel era presente una notevole quantità di alberi ad alto fusto, indicando la presenza di condizioni meteorologiche molto più umide di quelle attuali.
I due periodi più antichi coincidono esattamente con le epoche in cui i primi esseri umani sono migrati dall'Africa orientale all'Africa settentrionale e nel Medio oriente, in Asia e infine on Europa. A quei tempi le condizioni meteorologiche nella parte centrale del Nord Africa hanno permesso l'attraversamento di una regione normalmente del tutto inospitale, permettendo la migrazione verso gli altri continenti.
Quando il clima nel Sahara e nel Sahel è tornato secco, i suoi abitanti sono stati costretti a spostarsi provocando cambiamenti sai culturali che genetici nelle altre regioni del Nord Africa e del Medio oriente in cui nel frattempo si erano stabilite altre popolazioni.
Secondo i ricercatori a loro volta questi cambiamenti climatici sul continente sarebbero correlati a variazioni nella forza del sistema di correnti oceaniche AOC (Atlantic Overturning Circulation), affermazione che deriva dall'analisi dei resti degli scheletri di foraminiferi bentonici trovati nei sedimenti. I cambiamenti nell'AOC determinano infatti una modificazione nei rapporti fra le diverse sostanze chimiche disciolte nell'acqua marina, riflessi nella composizione degli scheletri dei foraminiferi. (gg,da Le Scienze.it)
martedì 10 novembre 2009
Citazionando...
lunedì 9 novembre 2009
Cultura : Anniversari
Il calendario sa compiere scherzi singolari: il sette novembre è l'ultimo dei “dieci giorni che sconvolsero il mondo”. Termina vittoriosamente la Rivoluzione d'Ottobre. Vladimir Ilic Ulianoff, detto Lenin, abbate il potere zarista e porta al potere le classi subalterne della Russia instaurando il potere sovietico che, otto anni dopo, avrebbe portato alla dittatura di Ioseb Besarionis Dze Jughašvili detto Stalin.Stalin governò la CCCP (Unione delle Repubblice Socialiste Sovietiche) Russia dal 1925 al 1953 con terrore e pugno di ferro. La sua partecipazione vittoriosa alla seconda guerra mondiale lo portò al trattato di Yalta e alla divisione del mondo tra le due superpotenze: USA da una parte e URSS dall'altra. Capitalismo e Socialismo Reale si confrontarono per trentasei anni in una forma di guerra nuova: la Guerra Fredda. Lunga stagione di piccole guerre locali e di alti e bassi nell'evoluzione economica e sociale. Equilibrio del terrore si chiamava. Il punto più evidente, fisico, della spartizione era un muro: Berlino, capitale della Germania Hitleriana, era divisa da un Muro oltre il quale c'era la cosiddetta “cortina di ferro”.
Negli anni '80 del secolo scorso, un Papa Polacco, le mutate condizioni economiche e tecnologiche e l'insorgere di nuove ideologie porta alla caduta dell'impero sovietico e alla demolizione del Muro di Berlino. È il nove di novembre. In soli due giorni si
consumano due anniversari, l'ascesa di un sistema di potere e il suo crollo.Trovo interessante ragionare sugli “anniversari”. Non so dire se anche altri popoli hanno un bisogno così spasmodico di “taggare” i giorni, di caricarli di valore simbolico. Certamente lo facevano i Greci ed i Romani che, avendo tanti dei, ad essi associavano giorni e periodi dell'anno. Certamente lo hanno fatto i discendenti di Abramo, basta ricordare che i giorni vengono scanditi dalla genesi e che i tre rami moderni della religione di Abramo si distinguono anche per il giorno del riposo.
Antropologicamente è certamente punto di valore fermare la memoria su eventi straordinari. Solo che, a volte, si esagera. L'italico suolo annovera, fra le altre, la festa della mamma, del papà e, da qualche anno per lungimirante azione parlamentare, anche la festa del nonno. Auguriamoci che ci si fermi con i gradi di parentela, nelle famiglie allargate si rischia l'ingorgo degli auguri.LEGGI TUTTO
Comunicato stampa Terra Nostra
venerdì 6 novembre 2009
Notizie:Stanotte altro attentato mafioso al giornalista Gianni Lannes
Ennesimo attentato incendiario di stampo mafioso ai danni del giornalista Gianni Lannes. Ignoti alle ore 23,40 circa del 5 novembre hanno dato fuoco ad un’altra automobile (non assicurata contro gli incendi) del cronista impegnato nell’inchiesta sulle navi dei veleni e recentemente nell’indagine sull’inceneritore che la Caviro vuole realizzare illegalmente a Carapelle in Puglia! Nella mattinata del 5 novembre il dottor Lannes si era recato e trattenuto in tribunale a Lucera (FG) per visionare la documentazione inerente il mercantile giapponese ET SUYO MARU affondato nel basso Adriatico il 16 dicembre 1988 in circostanze nebulose. Nel pomeriggio ai parenti delle vittime del peschereccio Francesco Padre, alla presenza del cronista è stata donata la pubblicazione del libro d’inchiesta NATO:COLPITO E AFFONDATO. Il primo attentato risale al 2 luglio scorso. L’8 luglio era stata presentata un’interrogazione parlamentare dal deputato Leoluca Orlando al presidente del consiglio Berlusconi e al ministro dell’interno Maroni. A tutt’oggi non è pervenuta alcuna risposta governativa. Il giornalista e la sua famiglia non godono di alcuna protezione da parte dello Stato.
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domenica 1 novembre 2009
Cultura: Alda Merini
E' morta la poetessa Alda Merini
Poeti
E tutti noi costretti dentro
le ombre del vino
non abbiamo parole nè potere
per invogliare altri avventori.
Siamo osti senza domande
riceviamo tutti
solo che abbiano un cuore.
Siamo poeti fatti di vesti pesanti
e intime calure di bosco,
siamo contadini che portano
la terra a Venere
siamo usurai pieni di croci
siamo conventi che non hanno sangue
siamo una fede senza profeti
ma siamo poeti.
Soli come le bestie
buttati per ogni fango
senza una casa libera
nè un sasso per sentimento.
-Alda Merini-
domenica 25 ottobre 2009
Ambiente:"Il problema non è che siamo troppi, ma che qualcuno consuma troppo"
Un mercato a Bamako, in Mali (Bernard Foubert, Afp)
Nel 1968 Paul Ehrlich in The population Bomb avvertiva che la crescita della popolazione avrebbe portato al collasso del pianeta: prevedeva centinaia di milioni di morti per carestia negli anni ottanta. Oggi la questione è tornata di moda. Lo stesso Ehrlich, dalle colonne di New Scientist, all’interno di un dossier su sovrappopolazione e problemi ambientali, invita a diffidare di coloro che dicono che la terra può ospitare fino a nove miliardi di persone.
Nello stesso dossier scrive anche Fred Pearce che invece cerca di sfatare il mito secondo cui il vero problema del cambiamento climatico è l’aumento delle nascite. Non nega che se la popolazione dovesse continuare a crescere come nell’ultimo secolo avremmo un serio problema di risorse, semplicemente afferma che il tasso di crescita è già diminuito.
Cinquant’anni fa ogni donna faceva, in media, tra i 5 e i 6 figli, oggi la media mondiale è di 2,6. La popolazione continua ad aumentare perché le figlie del baby boom sono ancora in età fertile: “Ammettendo che abbiano solo due figli ciascuna”, dice Pearce, “sono comunque un sacco di bambini. Ma le future generazioni saranno ciascuna più piccola della precedente”. Continuare a parlare di sovrappopolazione, conclude, non fa altro che distoglierci dal vero problema: l’eccessivo consumo.
Gli fa eco George Monbiot dal Guardian sottolineando che i paesi con il più alto tasso di crescita hanno dei consumi veramente irrisori. L’Africa subsahariana influisce per il 18,5 per cento sulla crescita della popolazione mondiale, ma solo del 2,4 sulle emissioni di anidride carbonica. L’America del nord, al contrario, accresce la popolazione del 4 per cento, ma fa aumentare le emissioni del 14. Nonostante questo, il mondo occidentale continua a dire che per combattere il cambiamento climatico bisogna lottare contro la sovrappopolazione. Ricchissimi europei e statunitensi fondano gruppi per “aiutare” i paesi in via di sviluppo a ridurre le nascite, mentre consumano quantità incredibili di carburante scorrazzando su yacht e jet privati. Forse è l’ora di assumersi le proprie responsabilità ed evitare di addossare la colpa a chi ha ben altri problemi.(fonte internazionale.it)sabato 17 ottobre 2009
Il commento: "Al servizio del capo" di Michele Serra
IL VIDEO sul giudice Mesiano andato in onda su Canale 5 è spaventoso, e lo è qualunque sia la sua genesi giornalistica. È spaventoso se il suo impressionante effetto minatorio discende da un'intenzione consapevole. Ma è spaventoso anche se siamo di fronte a un gioco cretino, come di chi padroneggia malamente un'arma e credendo di sparare a salve esplode pallottole vere.Il clima di forte scontro politico non può essere un alibi. Non è il cozzo delle idee, non la polemica ideologica a dettare questo genere di colpi sotto la cintura. È la volontà di attaccare e isolare personalmente, quasi uno per uno, quelli che il leader e padrone considera gli avversari veri e presunti, e dunque esercita, sui meno sereni e meno liberi dei suoi dipendenti, una doppia attrazione, politica ed economica.
In una confusione oramai patologica, irreversibile e venefica (per il paese intero) tra patrimonio politico e patrimonio personale del Capo. È la voglia di andare a stanare dal barbiere Mesiano, sputtanarlo (verbo berlusconiano) con qualche sciatta considerazione sul suo abbigliamento del sabato mattina, dargli dello "stravagante" perché fuma (?!), evitare che anche una sola parola sia spesa in sua difesa (nel vituperato "Anno zero" i giornalisti e i politici di destra hanno una postazione fissa), perché distruggere la persona è il sistema più rapido per risolvere i contenziosi, e levare di mezzo l'ingombro.LEGGI TUTTO
venerdì 9 ottobre 2009
Dal Mondo: -Afghanistan"Il nuovo volto dell’Afghanistan ha 26 anni e fa il blogger"

Mentre le potenze mondiali s’interrogano sulla strategia da usare in Afghanistan, nessuno sembra accorgersi che nel paese asiatico qualcosa sta cambiando.
“La litania dei problemi che affliggono l’Afghanistan è ben nota a tutti. Ci sono poche strade asfaltate, di computer non parliamone, la popolazione è povera e analfabeta, in preda alla povertà, alla malattia e alla violenza. La cultura e le tradizioni del popolo afgano rimangono sconosciute al mondo, o ridotte a degli stereotipi”, scrive Foreign Policy.
La rivista presenta però un antidoto a questo virus dell’ignoranza: un giovane blogger afgano che si è posto come obiettivo far conoscere il suo paese, in particolare la sua città. Nasim Fekrat, alias Afghan Lord, dice: “Ho cercato su internet la parola Helmand. Le uniche cose che sono uscite avevano a che fare con terroristi, kamikaze e attentati. Ma c’è un’altra Helmand, un’altra faccia. Esistono anche l’arte, l’agricoltura, i musei, la cultura. Anche noi siamo persone, e abbiamo bisogno di connetterci l’un l’altro”.(fonte Internazionale.it)
giovedì 8 ottobre 2009
Riflessioni: Brindisi,ENEL....e la terra del Salento
Ho cambiato il nome al mio blog, prima si chiamava www.diario_di_bordo.ilcannocchiale.it adesso si chiama www.pinodeluca.ilcannocchiale.it. Chi non è avvezzo alle storie di informatica sa che l'operazione, di per sé banale, ha conseguenze nefaste nei motori di ricerca che conservano il vecchio nome per molto molto tempo. E
quindi chi andrà a cercare ciò che ho scritto usando il vecchio nome non troverà un bel nulla, e questo vale per tutti compreso me medesimo.
So che non interessa moltissimi questo preambolo ma con esso faccio un po' di pubblicità al mio nuovo indirizzo e cerco anche di spiegare la ragione di tanta fatica per cercare gli scritti precedenti.
Stamane in tv, alle ore sette, rassegna stampa di Brindisi: un paio di magistrati e un manipolo di sbirri osano mandare ad alcuni alti funzionari ENEL degli avvisi di garanzia. In essi comunicano che c'è un qualche sospetto che l'utilizzo di dosi massicce di carbone per una ventina di anni possa aver prodotto un qualche inquinamento. Ma no! Ma dai! Ma da quando ci si permette di sospettare queste cose? Proprio ora che sembrava partito un momento felice tra mamma ENEL e le nostre gioconde comunità? Proprio ora che sponsorizzazioni e feste canore cominciavano a succedersi con gradevole costanza …
Deve essere una di quelle manovre politiche ad orologeria che magistrati disturbati mentalmente e probabilmente un po' comunisti imbastiscono contro chi ha il sostegno del popolo.
Come cosa c'entra il nome del blog? È facile, di queste vicende che ora giungono all'eco della stampa ho avuto il privilegio di interessarmi qualche volta, e per la precisione dal 5 maggio 2007 fino al 18 maggio
È inelegante ricordare le profezie e non lo farò mai, trovo però utile fare alcune riflessioni.
È senza dubbio esistita a Brindisi, e forse esiste ancora, una entità denominata “partito del carbone”. Analogamente sono sorti gli avversi autodefinedosi per contro “partito dell'anticarbone”. Rarissime sono state le voci che hanno provato ad uscire dal tifo urlato che ha garantito per anni il diritto di tribuna agli esponenti dei due schieramenti. Nella gran confusione ciascuno si è ritagliato il proprio pezzettino di “sfruttamento immagine” da giocare su questo o quel tavolo.
Ora alcune carte sono scoperte. Indagini di polizia, avviso di garanzia, dati scientifici a supporto. Si apre una questione legale nella quale peseranno indubbiamente perizie e duelli in punta di diritto, ma è una occasione anche per far pesare la testimonianza popolare. Se essa continuerà a convincersi che uno spettacolo canoro vale la distruzione di un ecosistema, qualunque sia la conclusione dell'inchiesta essa sarà stata inutile.
Se invece le popolazioni di queste terre si proporranno di riprendersi il diritto di comprendere, di partecipare e di decidere del proprio futuro, qualunque sia il risultato dell'inchiesta, lo Stato che paga inquirenti e poliziotti ha speso bene i suoi soldi.
Per parte mia, poiché ricordo come erano quei luoghi prima, dico che ci campavano intere famiglie coltivando viti e ortaggi, ci pascevano le greggi.
Spero che quei terreni siano bonificati e che lo si faccia a spese di chi li ha inquinati, e che la cultura del carbone lasci spazio alla cultura della ragione. E la cultura della ragione è tale se non nega in assoluto nessuna altra cultura, nemmeno quella del carbone.
Spero si apra una discussione seria e ampia sui bisogni energetici, sulle analisi dei costi e dei benefici e se decideremo che carbone deve essere, dobbiamo decidere quale, quanto, per chi e per quale prezzo. Se dobbiamo cedere quote di sovranità per il bene dell'Italia saremo come sempre disponibili, pronti a farci servi, ma di una patria e mai verso chi pensa di esserne il padrone.
Spero che quei cittadini che hanno applaudito i poliziotti che arrestavano il rapinatore armato di coltello da cucina, siano pronti ad applaudire anche quelli che sono capaci di incriminare chi usa preziose consulenze per rapinare un bene molto più prezioso di qualche migliaio di euro: il futuro di un territorio. Qualunque sia la conclusione della vicenda giudiziaria.di Pino De Luca
Siamo seri, facciamoci due risate (5-5-2007)
Giornata piena oggi (7-5-2007)
Aria Condizionata (28-7-2007)
Il Benaltrismo dell'ENEL (25-8-2007)
Da Cerano a Civitavecchia e ritorno (27-8-2007)
Massimi Casini (14-9-2007)
I Veri Nemici dell'Agricoltura (18-11-2007)
La risata è una potenza!!! (19-11-2007)
Cacciatori di Anidride (25-10-2008)
14 gennaio 2009 Notizie (14-1-2009)
La California e la Puglia (18-5-2009)


